Lukaku alla Juventus: suggestione o pista concreta? La rottura col Napoli riapre tutto, ma ci sono tre ostacoli enormi

JUVENTUS

6/7/2026

Romelu Lukaku in a Juventus soccer jersey edited onto a black and white background of the Allianz Stadium.
Romelu Lukaku in a Juventus soccer jersey edited onto a black and white background of the Allianz Stadium.

Il nome che nessun tifoso della Juventus si sarebbe mai aspettato di sentire in chiave bianconera è tornato a circolare con una certa insistenza nelle ultime settimane. Romelu Lukaku, centravanti belga in odore di addio al Napoli dopo una stagione segnata da infortuni, tensioni interne e una rottura con il club azzurro che sembra ormai difficile da ricucire, sarebbe finito sulla lista della dirigenza torinese come possibile rinforzo per l'attacco. Una suggestione destinata a restare tale, o una pista con basi concrete? La risposta, come spesso accade nel calcio, sta nel mezzo.

La rottura col Napoli: cosa è successo davvero

Per capire perché il nome di Lukaku sia tornato a fare capolino sul mercato, bisogna partire da Napoli. Quello che era cominciato come un progetto ambizioso sotto la guida di Antonio Conte si è trasformato progressivamente in un rapporto logorante tra il club e il suo centravanti. La scintilla della rottura è esplosa quando Lukaku, dopo la convocazione con la nazionale belga, ha scelto di proseguire il proprio percorso di recupero ad Anversa senza autorizzazione da parte del club, disertando di fatto il ritorno a Castel Volturno. Una mossa che il Napoli ha interpretato come una violazione delle regole interne, e sulla quale la società di Aurelio De Laurentiis ha scelto di non chiudere un occhio.

Il verdetto è stato netto: il belga verrà messo fuori rosa al termine della stagione, con l'obiettivo di trovare una soluzione nel mercato estivo. Il Napoli, che ha acquistato Lukaku per circa 30 milioni di euro e che corrisponde al giocatore uno stipendio da 8,5 milioni netti annui, vuole evitare a tutti i costi di arrivare alla scadenza naturale del contratto, fissata al 2027, senza incassare nulla da una cessione. Il ds Manna ha già pianificato un incontro con Federico Pastorello, agente del centravanti, per trovare una soluzione condivisa.

Le dichiarazioni pubbliche di Lukaku raccontano però una storia diversa. In un'intervista ai media belgi, il centravanti ha ribadito di sentirsi ancora parte del progetto partenopeo, di non aver chiesto la cessione e di avere ancora un anno di contratto da onorare. Una narrativa contraddittoria rispetto ai segnali che arrivano dall'interno del club, che certifica come la situazione sia in continua evoluzione e tutt'altro che risolta.

Perché la Juventus ci ha pensato: il piano di Comolli per l'attacco

Nel frattempo, a Torino si ragionava su come costruire un reparto offensivo all'altezza delle ambizioni di Luciano Spalletti. Il punto di partenza era il rinnovo di Dusan Vlahovic, ancora in sospeso, ma la dirigenza bianconera stava già lavorando in parallelo su possibili alternative e affiancamenti. Il modello dichiarato è quello della coppia pesante, che ricorda per caratteristiche l'asse Higuain-Mandzukic dell'era Allegri: due centravanti fisici e complementari, con Yildiz come regista della manovra offensiva.

In questo contesto, il nome di Lukaku è emerso come suggestione concreta, secondo quanto riportato da Tuttosport e da diverse fonti vicine alla Continassa. Il belga era già stato vicinissimo alla Juventus nel 2019, quando uno scambio con Dybala saltò per questioni di commissioni e tempistiche. Quella storia incompiuta aggiunge un elemento romantico a una pista che, sul piano pratico, presenta però complessità significative.

I tre ostacoli che rendono l'operazione complicatissima

Il primo problema è l'ingaggio. Lukaku percepisce attualmente 8,5 milioni netti a stagione, una cifra che il Napoli vorrebbe liberarsi di incassare almeno una parte del cartellino. La Juventus, impegnata in una fase di rigore finanziario, ha indicato un budget per gli attaccanti compreso tra i 30 e i 40 milioni, cifra condizionata anche dalla qualificazione o meno alla prossima Champions League. Queste due coordinate non si incontrano facilmente.

Il secondo ostacolo è fisico. Lukaku ha vissuto una stagione 2025/26 pesantemente condizionata dagli infortuni, con un'intermittenza nel minutaggio che ha sollevato dubbi sulla sua tenuta atletica a lungo termine. Ironicamente, la fonte principale di preoccupazione è un problema al ginocchio, lo stesso che ha tormentato Vlahovic nei mesi scorsi. Per una squadra che costruisce il proprio progetto tecnico su due centravanti titolari, scommettere su due attaccanti con fragilità fisiche simili rappresenta un rischio difficile da giustificare davanti al budget.

Il terzo elemento riguarda la concorrenza di destinazione. L'agente Pastorello sta esplorando soluzioni concrete: Arabia Saudita, Turchia e MLS sono le destinazioni in cima alla lista, con il Fenerbahce che segue con attenzione la situazione. La Premier League e alcune squadre europee di seconda fascia osservano. La Juventus, con le sue condizioni economiche attuali, difficilmente può competere con le offerte che arriveranno da questi mercati sul piano dell'ingaggio garantito.

Il mercato dei centravanti a Torino: le alternative reali

Con la pista Lukaku che rimane più suggestione che trattativa reale, la Juventus sta lavorando su profili più compatibili con le proprie esigenze economiche e sportive. Tra i nomi circolati nelle ultime settimane figurano Lewandowski, in scadenza con il Barcellona, Joshua Zirkzee e il possibile ritorno di Kolo Muani. Ognuno di questi profili ha le sue complessità, ma nessuno porta con sé il peso contrattuale e le incognite fisiche del belga.

Quel che è certo è che il reparto offensivo bianconero ha bisogno di un intervento deciso nell'estate 2026. La situazione di Vlahovic, ancora irrisolta, tiene in stallo l'intera pianificazione. E mentre Spalletti aspetta risposte concrete dalla dirigenza, il mercato continua a muoversi e le finestre si chiudono in fretta.

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