Kim Min-jae al Milan: tre volte ci hanno provato, tre volte no. Cosa deve succedere perché l'affare si sblocchi davvero
MILAN


C'è una trattativa che circola nell'aria da quasi un anno, che si riaccende a ogni sessione di mercato e che puntualmente si scontra con gli stessi due muri: il Bayern Monaco che non vuole cedere e un ingaggio fuori scala per i parametri rossoneri. Eppure il Milan non smette di seguire Kim Min-jae, il difensore sudcoreano che ha vinto lo Scudetto con il Napoli nel 2023 e che in Baviera non è mai riuscito a trovare la continuità che si aspettava. Ora, nell'estate 2026, lo scenario potrebbe finalmente cambiare. A patto di superare ostacoli che finora hanno resistito a ogni tentativo.
Una storia lunga quasi un anno: i tre tentativi del Milan
Il primo contatto risale all'estate 2025, quando il ds Igli Tare aveva individuato in Kim il profilo ideale per rinforzare la retroguardia di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese aveva chiesto esplicitamente un difensore che conoscesse già la Serie A, fisico, di caratura internazionale, capace di adattarsi sia alla difesa a tre che a quattro. Kim rispondeva a ogni criterio. Ma il Bayern Monaco aveva chiuso ogni spiraglio, con Fabrizio Romano che aveva chiarito la posizione dei bavaresi in modo netto: il club di Kompany non aveva alcuna intenzione di privarsi del giocatore, considerato parte integrante del progetto tecnico.
A gennaio 2026 il Milan ci ha riprovato, questa volta con una proposta concreta. La dirigenza rossonera aveva avanzato l'ipotesi di un prestito secco fino a giugno, ma anche questa soluzione era stata respinta. Il Bayern non voleva cedere Kim in nessuna forma, né definitivamente né temporaneamente. L'unica alternativa esplorata, quella di un prestito con diritto di riscatto, si era scontrata sia con la resistenza del club tedesco sia con il nodo economico legato all'ingaggio del giocatore, che in Bundesliga percepisce tra i 9 e i 12 milioni di euro annui. Una cifra molto lontana dai parametri sostenibili per il Milan in questa fase.
Il terzo tentativo era maturato in primavera, con Allegri che aveva ribadito a Furlani la sua preferenza per il centrale asiatico in vista della costruzione della rosa 2026/27. Anche in questo caso, i segnali erano rimasti tiepidi. La Gazzetta dello Sport aveva registrato l'interesse del club, classificando però Kim come una pista difficile più che probabile, con i costi complessivi dell'operazione ancora incompatibili con le disponibilità rossonere.
Il nodo che blocca tutto: ingaggio, cartellino e la posizione del Bayern
Per capire perché questa trattativa non si sblocca mai, bisogna guardare i numeri. Il Bayern Monaco aveva acquistato Kim Min-jae nell'estate 2023 esercitando la clausola rescissoria da 50 milioni di euro, strappandolo al Napoli campione d'Italia. In tre stagioni in Baviera, il difensore ha totalizzato oltre 105 presenze, ma la continuità è sempre stata un problema, condizionata da un infortunio al tendine d'Achille nella stagione 2024/25 e dal peso della Coppa d'Asia nel 2023/24. Il contratto con il Bayern scade il 30 giugno 2028: questo significa che i tedeschi, pur volendo cedere, partono da una posizione di forza nelle trattative, potendo chiedere oltre 30 milioni per il cartellino.
L'ingaggio è l'altro nodo. Con uno stipendio compreso tra i 9 e i 12 milioni netti a stagione, Kim si colloca in una fascia salariale che il Milan potrebbe sostenere solo a condizione di ridurre significativamente gli altri impegni economici della rosa, o di trovare un accordo con il giocatore stesso per una riduzione delle pretese. Finora, il difensore ha risposto alle domande sul suo futuro con diplomatica evasività: "L'esperienza al Napoli è stata davvero positiva, la ricordo con piacere, ora sono concentrato sul presente." Né conferme né smentite, ma nessuna apertura concreta verso un ritorno immediato in Italia.
La Juventus si inserisce: lo scenario scambio con Bremer
A complicare ulteriormente i piani rossoneri c'è un'ulteriore variabile entrata in gioco nelle ultime settimane. Secondo indiscrezioni riportate da più fonti, il Bayern Monaco avrebbe manifestato interesse per Gleison Bremer, il difensore della Juventus che nelle ultime stagioni ha vissuto un'alternanza di grandi prestazioni e problemi fisici. L'ipotesi di uno scambio tra Bremer e Kim Min-jae è stata messa sul tavolo come possibile soluzione che consentirebbe ai bavaresi di cedere il coreano limitando l'esborso cash. Per la Juventus, l'operazione permetterebbe di rinforzarsi con un profilo di qualità internazionale e di trovare una destinazione di alto livello per un giocatore il cui valore di mercato resta significativo nonostante le difficoltà fisiche.
Un'eventuale operazione Bremer-Bayern toglierebbe Kim dal novero delle opzioni disponibili per il Milan, costringendo i rossoneri a virare su altri profili difensivi. La competizione con la Juventus, che monitora anch'essa il coreano da mesi, aggiunge pressione a un'estate già densa di variabili da gestire.
Le condizioni che potrebbero sbloccare l'affare
Nonostante tutto, l'estate 2026 rappresenta la finestra in cui le condizioni generali si avvicinano di più a rendere l'operazione fattibile. Il Bayern, impegnato in una ristrutturazione della rosa, potrebbe essere più disposto a cedere un giocatore con un ingaggio elevato e un rendimento discontinuo. Kim, dal canto suo, ha bisogno di giocare con continuità in vista dei Mondiali 2026, e restare ai margini di un club come il Bayern non è una prospettiva compatibile con le sue ambizioni di protagonista sulla scena internazionale. Il ritorno in Serie A è l'opzione che più lo stuzzica, secondo quanto emerso da fonti vicine al suo entourage.
Per il Milan, le condizioni necessarie sono essenzialmente tre. Prima di tutto, la qualificazione alla Champions League 2026/27, che garantirebbe al club le risorse economiche per sostenere un'operazione di questa portata. In secondo luogo, una riduzione della richiesta del Bayern sotto i 30 milioni di euro, magari facilitata dalla volontà del giocatore stesso di forzare la mano per trovare una soluzione. Infine, una disponibilità di Kim ad abbassare le proprie pretese salariali verso i 7 milioni, cifra ritenuta il tetto massimo sostenibile per i rossoneri. Tre condizioni, tutte difficili da verificarsi simultaneamente. Ma nel calcio, come insegna questa stessa storia, basta che cambino le priorità di una delle parti per ribaltare ogni previsione.


