Il talento che il Napoli vuole a tutti i costi: Khalaili è il primo nome sul tavolo di Manna
NAPOLI


Mentre Aurelio De Laurentiis definisce gli ultimi dettagli per consegnare ad Allegri la panchina partenopea, il direttore sportivo Giovanni Manna non perde un minuto e si muove con decisione sul mercato. Il nome caldo dell'estate azzurra ha un suono insolito per le orecchie dei tifosi italiani, ma è destinato a diventare familiare in fretta: Anan Khalaili, 21 anni, ala destra dell'Union Saint-Gilloise e nazionale israeliano, è già in cima alla lista della spesa del Napoli. Più di una voce, più di un'indiscrezione: secondo il Corriere dello Sport, sarà quasi certamente il primo acquisto del nuovo corso partenopeo, il tassello scelto per colmare uno dei vuoti strutturali che la squadra si trascina da due stagioni.
Chi è Khalaili: il profilo del talento che ha stregato mezza Europa
Cresciuto tra le giovanili del Beitar Haifa e del Maccabi Haifa, Anan Khalaili è approdato all'Union Saint-Gilloise nell'estate 2024 per circa 7,5 milioni di euro, cifra che già allora rappresentava un record per un trasferimento di un calciatore israeliano verso l'Europa. Da quel momento, il classe 2004 ha convinto tutti: veloce, tecnico, efficace nell'uno contro uno e capace di agire su entrambe le fasce offensive oltre che da falso 9, è uno di quegli esterni moderni che rendono imprevedibile qualsiasi sistema di gioco. Alto 183 centimetri, è un destro naturale ma non disdegna affatto il lato sinistro, qualità che lo rende estremamente versatile nelle letture tattiche degli allenatori.
In questa stagione il rendimento europeo ha fatto la differenza. Khalaili ha chiuso la fase a gironi di Champions League con 3 reti in 8 presenze, tra cui la rete decisiva segnata il 28 gennaio contro l'Atalanta, il gol del fondamentale 1-0 che ha proiettato i belgi avanti nel percorso continentale. Ha poi contribuito alla conquista della Coppa del Belgio, alzando il trofeo contro l'Anderlecht nella finale di maggio. Complessivamente, considerando tutte le competizioni, ha chiuso l'annata con 6 gol e 6 assist, numeri che per un giocatore della sua età parlano da soli.
La storia familiare aggiunge un ulteriore dettaglio curioso: il padre Majdi era un portiere, anche lui ex Beitar Haifa, mentre il fratello minore Iyad, classe 2006, è già nel giro del calcio professionistico. Una famiglia di pallone, con Anan che si candida a diventarne il membro più illustre.
La trattativa: accordo col giocatore, distanza con il club
Sul fronte personale, la situazione è già ben avviata. L'entourage di Khalaili ha raggiunto un'intesa di massima con il Napoli sulla base di un contratto quinquennale. Le cifre circolanti oscillano tra i 900mila e 1,5 milioni di euro netti a stagione più bonus, una forbice comprensibile considerando che la trattativa non è ancora formalmente chiusa. Il giocatore, dal canto suo, ha già manifestato la propria disponibilità al trasferimento in Serie A, convinto dell'opportunità tecnica e della solidità del progetto partenopeo.
Il nodo da sciogliere resta quello tra i due club. Il Napoli ha presentato un'offerta iniziale intorno ai 15-17 milioni di euro, ritenuta insufficiente dall'Union Saint-Gilloise, che valuta il cartellino del proprio gioiello non meno di 20-25 milioni. Una distanza ancora esistente, ma non incolmabile: la sensazione diffusa negli ambienti di mercato è che i margini per trovare un'intesa ci siano, anche perché lo stesso Manna sta cercando di accelerare per evitare che altri club inseriscano. Da segnalare anche un dettaglio tecnico non secondario: il Maccabi Haifa vanta una percentuale sulla futura rivendita, stimata intorno al 25%, fattore che rende la cifra definitiva dell'operazione leggermente più articolata da costruire.
Se l'affare dovesse concludersi attorno ai 20 milioni come indicato dal Corriere dello Sport, Khalaili diventerebbe il calciatore israeliano più costoso della storia del calcio mondiale, superando il record attuale che appartiene a Manor Solomon.
Il contesto: perché il Napoli ha bisogno di Khalaili
Per comprendere la logica di questa operazione, basta guardare al roster azzurro con occhio critico. Giovanni Di Lorenzo resta il terzino destro titolare indiscusso, ma il club non ha mai trovato un vice all'altezza che garantisse copertura e qualità alternativa. Manna, che ha costruito la propria filosofia di mercato sull'anticipazione e sulla valorizzazione di talenti giovani già pronti, ha individuato in Khalaili il profilo ideale: europeo ma non ancora da grande club, fresco di Champions League, con margini di crescita enormi e un costo ancora accessibile rispetto al suo potenziale.
Il contesto societario va nella stessa direzione. De Laurentiis ha dichiarato pubblicamente di voler ridurre il monte ingaggi, dopo due anni di campagne acquisti importanti sotto Antonio Conte, e di voler ripartire da una rosa già competitiva con pochi innesti mirati. Khalaili incarna perfettamente questo approccio: un investimento contenuto per un giocatore che può crescere esponenzialmente di valore nel giro di una o due stagioni in Serie A. La firma di Allegri come nuovo tecnico, orientato a un calcio più pratico e strutturato rispetto al pressing intensivo di Conte, apre spazi tattici per un esterno che sa fare entrambe le fasi.
Un affare storico, non solo sportivo
C'è una dimensione che va oltre il calciomercato in senso stretto e che il Corriere dello Sport ha messo giustamente in evidenza. Il trasferimento di Khalaili al Napoli non sarebbe soltanto il primo colpo dell'estate partenopea, ma anche un evento di portata storica per il calcio israeliano. I media di Israele stanno seguendo la vicenda con attenzione crescente, consapevoli che un'operazione da 20 milioni in favore di un ragazzo nato ad Haifa cambierebbe i parametri di riferimento di un intero sistema calcistico. Sarebbe il segnale definitivo che il calcio israeliano, già proiettato su palcoscenici europei importanti grazie anche ai successi del Maccabi in Champions, sta producendo talenti capaci di reggere i top campionati.
Per il Napoli, che nel 2026-27 festeggerà il proprio centenario e ambisce a tornare protagonista in Champions League, Khalaili potrebbe rappresentare molto di più di un vice Di Lorenzo. Potrebbe essere il simbolo di una nuova identità di mercato: giovane, internazionale, sostenibile. Manna sa quello che sta facendo, e il fatto che abbia scelto di chiudere questa operazione prima ancora che il nuovo allenatore firmasse il contratto dice tutto sull'urgenza e sulla fiducia nel profilo individuato.


